PROGETTO GENITORI 2010-11

L'INTERVENTO DELLA MEDIATRICE CULTURALE

“Costruire la relazione e il dialogo con i figli”

Testimonianza di Zighereda Tesfamariam

Mediatrice Culturale

 

zighereda

Le attività, iniziate con la relazione frontale, intercalata dal confronto, sulla definizione delle regole, proseguono con un confronto più informale e spontaneo, in cerchio, con la mediatrice culturale Zighereda Tesfamarian, di cui riportiamo l'intervento iniziale che ha dato avvio al confronto, e che ha favorito la condivisione dei vissuti esperienziali ed il confronto sui problemi e i quesiti concreti che tutti i genitori si pongono: 'è meglio accogliere e preparare i ragazzi figli di famiglie migranti in classi separate oppure con flessibilità in classi comuni?' 'mio figlio sarà danneggiato o favorito da questa scelta?' 'i ragazzi possono davvero aiutarsi a vicenda oppure solo l'insegnante può farlo?'

"Mi chiamo Zighereda Tesfamariam, origine eritrea, cittadina italiana. In Italia da moltissimi anni per sfuggire dalla guerra per l’Indipendenza dall’Etiopia, ho una figlia meravigliosa che studia all’Università di Modena e Reggio Emilia.
Vorrei essere, in quanto donna, madre ed immigrata, ma soprattutto cittadina del mondo, messaggera di valori quali la solidarietà, l’uguaglianza dei diritti e doveri e per il confronto e convivenza civile fra i cittadini italiani ed immigrati. Mi sono sempre impegnata nel mondo del volontariato ed associazionismo, infatti nel 1995  a Modena ho fondato l’Associazione Donne Nel Mondo, costituita da donne di diverse nazionalità, culture, tradizioni e religioni.

L’Associazione Donne Nel Mondo comincia subito ad operare per la diffusione della cultura del rispetto reciproco e della tolleranza, contribuendo con il proprio lavoro a costruire “ponti” di dialogo fra identità differenti.
Fin dal primo anno della sua costituzione, l’Associazione individua il proprio campo d’impegno nella progettazione, realizzazione ed offerta di servizi legati ai processi di mediazione socio-culturale, nella promozione di iniziative dirette all’area dei bisogni della famiglia immigrata. Contribuendo al miglioramento dell’accoglienza, della socializzazione e nell’offerta formativa per i bambini immigrati nelle fasi di inserimento scolastico. Promuovendo il protagonismo attivo alle donne immigrate nei processi di integrazione sociale e culturale.
Da molti anni l’Associazione Donne nel Mondo ha progettato numerose attività rivolte allo svolgimento di progetti riguardanti il fenomeno dell’immigrazione ed integrazione nella società italiana.
Ci è stato possibile realizzare molteplici attività di mediazione ed interventi in aule da parte di donne di diverse nazionalità, culture, tradizioni e religioni, raccontando il loro personale trascorso una volta giunte in Italia come donne,madri e immigrate.

Tutte queste attività svolte sino ad oggi, ci hanno permesso di elaborare un progetto rivolto alle scuole superiori quali il Cattaneo-Deledda intitolato "Le Donne Raccontano”.
Attraverso questo progetto è stato possibile perseguire i nostri obiettivi, indirizzare la  progettualità al raggiungimento di alcuni importanti traguardi:  l’incontro e la conoscenza fra identità culturali differenti, stimolando nell’attuale società ospitante una positiva riflessione sui temi della tutela delle donne immigrate e dei loro figli e contribuendo così, ad un confronto diretto in maniera costruttiva fra i genitori e figli, italiani ed immigrati sui temi della scuola nella convivenza tra culture, convinte  che il dialogo consenta la conoscenza e tale conoscenza aiuti a riflettere ed a valutare.

Il progetto “ Le Donne Raccontano” si è poi orientato verso un particolare tema quale il confronto tra genitori e figli italiani e stranieri.
Tale problematica coinvolge sia le famiglie italiane ma soprattutto quelle immigrate, questo perché la maggior parte di esse, una volta in Italia, mantengono le proprie abitudini e tradizioni del paese di origine creando così un doppio conflitto con i propri figli,  imponendo loro regole del tutto discordanti dal costume italiano.
Le testimonianze raccolte in questi anni da parte dei giovani immigrati, raccontano di numerosi episodi quali le severe limitazioni delle frequentazioni ed uscite al di fuori dell’ambito scolastico, esempio la mancata partecipazione a feste di amici e serate nei locali  incrementando così l’astio con i propri genitori.

Con tale progetto, si è voluto creare un luogo di dialogo e confronto fra genitori italiani ed immigrati affinché fosse possibile impartire ad entrambi le basi per costruire un scambio diretto di idee e regole nel rapporto con i propri figli, dando loro il senso dell’autonomia e responsabilità  considerandoli perciò come individui adulti e trattandoli  come tali in modo da ricevere da essi un atteggiamento rispettoso e propenso ad un dialogo di reciproco rispetto.

Alla fine di questa intensa esperienza, ho notato che il nostro obiettivo di mediazione è stato pienamente raggiunto da ambedue parti, constatando un progressivo lavoro di miglioramento da parte dei genitori immigrati ad avvicinarsi alla scuola ed alla società in cui vivono, in modo da rapportarsi con i propri figli in maniera più aperte a quelle che sono le nuove esigenze dettate dalla società. Contemporaneamente, i genitori italiani hanno sviluppato una particolare attenzione nel recepire ed allo stesso tempo rispettare quelle che sono le culture e tradizioni differenti affinché entrambi i “mondi” possano coesistere in maniera di assoluto rispetto reciproco e convivenza civile.

Con questa esperienza vissuta in prima persona come donna, madre ed immigrata, mi auguro che questo tipo di incontri abbia sviluppato negli interessati una maggior consapevolezza del modo “corretto” per interagire e vivere in una società multietinica, multiculturale e multireligiosa che la società italiana sta iniziando a conoscere come nuova realtà."