PROGETTO GENITORI 2010-11

L' INTERVENTO DI UN OPERATORE CEIS

"Il ruolo del genitore e della scuola nella definizione delle regole"

Dott.ssa Roberta Zanni

Area prevenzione - Fondazione CEIS

 

 

Il percorso di confronto e condivisione sul tema delle regole, in un 'ottica di sostegno alla genitorialità, inizia con un incontro, durante il quale la relatrice costruisce con i genitori presenti un vocabolario comune ed evidenzia i comportamenti quotidiani sottesi ai concetti affrontati. Riportiamo integralmente la relazione della dott.ssa Roberta Zanni.

 

"Nel titolo del nostro incontro di questa sera viene richiesta una riflessione rispetto al ruolo del genitore e della scuola nella definizione delle regole, ma manca un aspetto importante: ANCHE IL FIGLIO/  STUDENTE HA UN RUOLO FONDAMENTALE nella definizione delle regole!

Nel definire il contenuto di questo breve intervento ho cercato di tenere conto delle vostre domande ma erano tante quindi cercherò di tenerle in considerazione senza avere la pretesa di essere esaustiva rispetto ai tanti temi che avete individuato.

Prima di tutto occorre farsi una domanda:

·         COSA SONO LE REGOLE?

Le regole sono strumenti per rendere possibile una convivenza sana  tenendo conto dei bisogni di ogni persona e di ciò che è la “persona” nella sua complessità. Le regole inoltre devono essere funzionali a  tutelare le relazioni.

Rispettare i BISOGNI richiede la ricerca di mediazione tra ciò che è necessario ai figli e le esigenze degli adulti (es. i figli hanno bisogno di incontrare amici e  i genitori di avere  tranquillità)

Le regole devono rispondere a bisogni diversi; oltre ai BISOGNI FISIOLOGICI ( es. mangiare, dormire …) ci sono anche:

BISOGNO DI APPARTENENZA:  a questo sono funzionali i riti di famiglia ( es. come si festeggiano i compleanni) e come avviene la comunicazione in famiglia

(es. pasti con la televisione spenta)

BISOGNO DI PIACERE (DIVERTIMENTO): devono tutelare un ambiente in cui è bello stare/tornare, ridere insieme

BISOGNO DI POTERE: ognuno deve sentirsi considerato/ascoltato quando si prendono decisioni … anche piccole che riguardano la quotidianità o scelte importanti.

BISOGNO DI LIBERTA’: che non significa “fare quello che mi pare” ma poter definire il proprio cammino di vita cercando mediazioni con aspettative e possibilità della famiglia. Ricordiamo sempre che non c’è libertà senza responsabilità perché ogni volta che scelgo liberamente un impegno me ne assumo anche la responsabilità.

 

Le regole non hanno, poi tutte  la stessa importanza: CI SONO REGOLE OBBLIGATORIE (es. ora di ingresso/ uscita da scuola, ora dei pasti in famiglia) e REGOLE DI ORIENTAMENTO ( es. mettere in ordine CAMERA / QUADERNO:  ognuno ha un suo ordine l’importante è che sia tutelata la pulizia e che a scuola non  manchi il materiale necessario).

 

 

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·         PERCHE’ SONO NECESSARIE LE REGOLE?

 

PER TUTELARE LE RELAZIONI: tutti stiamo bene e ci sentiamo rispettati

PER DARE SICUREZZA/CONFINI: è importante sapere che ci sono punti fermi che c’è chi  sa contenere; se un ragazzo deve autoregolarsi vive una profonda INSICUREZZA  ( pensiamo a come sarebbe difficile guidare se non ci fossero segnali stradali)

EDUCANO LA SENSO DI REALTA’: le regole ci sono sia in natura che nei contesti sociali ( es. forza di gravità; semaforo  … anche se lo viviamo come un ostacolo quando abbiamo fretta!)

EDUCANO alla frustrazione "Non posso sempre fare quel che mi pare!" "Non esisto solo io… ci sono anche gli altri"

TRASMETTONO I VALORI in cui CREDIAMO (es. per promuovere il valore del Rispetto, verso di ME e verso il  FIGLIO /ALUNNO, è necessario che IO ADULTO, per primo, non OFFENDA  i ragazzi)

 

ATTENZIONE a non confondere le REGOLE con gli ORDINI (es. se dico “tu non esci!” non è una regola,

ma un ORDINE da CASERMA e la famiglia/scuola non é una CASERMA)

 

 

·         QUALI REGOLE?

 

QUELLE IMPORTANTI e che tutelino cose importanti! (es.  salute: no alcol e droghe, sì al casco in moto; economia: definire i soldi  mensili per le ricariche del cellulare)

POCHE (non dare regole su cose secondarie ma semplici  consigli …  e non arrabbiamoci se non vengono seguiti … la rabbia serve a far capire ai figli/studenti che hanno eluso un impegno importante!)

PER TUTELARE LE RELAZIONI: tutti in casa devono fare qualcosa! Costruire relazioni di RECIPROCITA’

FLESSIBILI, ricordiamo che L’ECCEZIONE CONFERMA LA REGOLA    

CHE TENGANO CONTO DEL CONTESTO SOCIALE DEI RAGAZZI DI OGGI (es. cellulare… non si possono dare regole funzionali nel passato.)

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·         LE REGOLE E LE SANZIONI

 

UNA REGOLA SENZA SANZIONE/ RESTITUZIONE E’ UN CONSIGLIO: SE VIENE TRASGREDITA DEVE SUCCEDERE QUALCOSA! (anche noi adulti abbiamo “bisogno” di sanzioni per ricordarci che ci sono regole da rispettare es. se usiamo il  cellulare in auto vengono tolti  punti alla  patente e dobbiamo pagare una  multa!)

LA SANZIONE non deve sempre essere un TOGLIERE ma può essere una RESTITUZIONE cioè un AGGIUNGERE (es. poiché NON hai rispettato l’orario fai… da cena  o  porti fuori la spazzatura tu!)

QUESTO EDUCA ALLA RESPONSABILITA’: se scelgo di trasgredire sono IO che corro il rischio, se verrò scoperto, di subire la sanzione. Questo però è vero solo se  la SANZIONE viene definita, concordandola insieme, nel momento in cui si definisce la regola.

MAI DECIDERE la SANZIONE nel momento della TRASGRESSIONE perché spesso è INADEGUATA/ECCESSIVA (Es. per un mese non usi cellulare e il computer).

 

Ricordiamo che

L’IMPORTANTE E’ CHE SUCCEDA QUALCOSA (es. ti guardo male) non la PESANTEZZA di ciò che deve succedere.

La SANZIONE va decisa  insieme in un momento di CALMA (la rabbia è cattiva consigliera) anche perché poi la SANZIONE dobbiamo applicarla noi (non possiamo pretendere che un figlio se la dia da solo (es. se IO ADULTO supero il  limite di velocità non vado io dai vigili ad autodenunciarmi!!! Non posso quindi pretendere/aspettarmi che un figlio/alunno si autodenunci quando trasgredisce).

PER QUESTO LA SANZIONE EDUCA ALLA RESPONSABILITA’: SE SCELGO DI TRASGREDIRE non è la mamma o il papà che sono cattivi e mi puniscono ma sono IO che ho scelto la SANZIONE (poi la rabbia c’è lo stesso!!!)

ATTENZIONE: compito del figlio è provare a trasgredire per vedere se è davvero una regola; per vedere se ci siamo,   se siamo attenti a loro (es. litigi i tra fratelli avvengono soprattutto per provocare un nostro intervento); talvolta trasgrediscono per attirare la nostra attenzione. Quindi compito del genitore è quello di farle rispettare e far rispettare la sanzione/restituzione.

 

relazione

 

·         COME DARE LE REGOLE?   

Con una NEGOZIAZIONE/MEDIAZIONE che tenga conto dei  BISOGNI DELL’ADULTO e  dei  BISOGNI DEL RAGAZZO.

Talvolta diamo regole che sono funzionali solo a noi adulti ma dobbiamo dichiararlo con ONESTA’ e per educare all’ONESTA’ esplicitando che questa richiesta la facciamo perché risponde a un nostro bisogno.

Anche la regola va negoziata e condivisa ed è utile che creiamo situazioni che rendano più semplice sia il rispetto delle regole che agire il controllo  ( es. non mettere il computer in camera perché non possiamo fare i carabinieri siamo i genitori!)

Durante la fase di negoziazione /definizione è opportuno chiedere: “tu cosa proponi?”.  Poi alla fine la responsabilità della decisione è nostra ma è bene decidere dopo aver ascoltato e talvolta ci stupiscono per la loro saggezza! NON PARTIAMO DA PREGIUDIZI!

Le regole cambiano con l’età (es. ora di dormire) non sono ETERNE!  SE UNA REGOLA non funziona e bene riparlarne per eventualmente  CAMBIARLA

 

·         IN CONTESTI DIVERSI CI SONO REGOLE DIVERSE

Es. a scuola: occorre stare in classe in modo diverso rispetto al corridoio

a casa: la camera da letto  è diversa dalla stanza comune   

        GENITORI / INSEGNANTI hanno STILI EDUCATIVI diversi:

1)     STILE AUTORITARIO: non educa a trovare soluzioni, non educa alla responsabilità, provoca trasgressioni e sfide. Se lo stile educativo è autoritario i ragazzi si abituano ad aspettarsi  DA  ALTRI RISPOSTE e SOLUZIONI, non a elaborarle personalmente e quindi non fa crescere!

2)     STILE PERMISSIVO: genera insicurezza e il ragazzo deve autoregolarsi;  questo trasmette la sensazione  che nessuno lo sappia contenere e porta a pensare che a nessuno INTERESSA ciò che il figlio/studente fa o sente. Oggi questo stile è molto frequente e sembra che i genitori ABBIANO PAURA DEI FIGLI e i professori DEGLI STUDENTI!

3)     Lo stile più efficace è quello AUTOREVOLE cioè DEMOCRATICO (la DEMOCRAZIA non è da confondere con l’ ANARCHIA: in democrazia c’è un parlamento ed un esecutivo) E’ lo stile basato sull’ASCOLTO di me e dell’altro, sulla ricerca di un COMPROMESSO tra due punti di vista e alla fine la DECISIONE è  dei genitori ma  dopo  aver sentito il punto di vista e le proposte dei figli.

LE REGOLE:

DEVONO TENER CONTO DEL CONTESTO SOCIALE  

In famiglia occorre EQUILIBRIO:

o      non solo norme/regole

o      non solo cura/accoglienza

 

Se ci sono comportamenti corretti, responsabili, è necessario dare gratificazioni non in soldi, ma sapendo fare  complimenti mirati, senza dare per scontato il positivo e rilevare solo gli errori.

ATTENZIONE è fondamentale la coerenza tra adulti significativi, che non significa avere lo stesso stile ma non disconfermarsi a vicenda diventando adulti confusivi!"

 

PDF della RELAZIONE

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