|
Dove
In palestra
Quando
sabato 12/05/2007 dalle 9 alle 12:30 (la prima e l’ultima ora saranno
normali ore di lezione) con un intervallo dalle 10:40 alle 10:50
Dalle 10 alle 12:30 sarà presente Sara Calzetti di Terra di Danza per
l’animazione finale.
Chi
·
Classi
coinvolte : IC – II C -ID - IID (Cattaneo); IF - IIF (Deledda moda); 2M
(Deledda serv.sociali), per un totale di 7 classi. Circa 140 alunni,
divisi in gruppi da 4, cioè in 28 gruppi, con un osservatore ciascuno. I
28 gruppi saranno divisi in 4 settori da 7 gruppi ciascuno sotto la guida
di 1/2 docenti.
·
Impegno
alunni: ciascuno deve portare un blocco per appunti e una biro
(funzionante).
·
Classi
di osservatori : IID e alcuni di ID. In totale 28 osservatori.
·
Docenti:
Borghi, Di Gruso, Fontanazzi, Fusara, Perrone, Schiatti, Zanfi, Melli,
Campana (x IF - IIF)
·
Contenuti e Obiettivi:
Nei fatti tutta
l'esperienza formativa di ciascun essere umano è costantemente
attraversata e costellata da continue presenze dell' altro. Entrare
in relazione con l'altro innegabilmente vuol dire entrare in contatto con
un'altra identità, cioè con qualcuno che è diverso da me. Tuttavia,
talvolta, si rischia di annullare la diversità e di creare universi
omologati, in cui la pluralità dei soggetti non sempre viene rispettata.
Di conseguenza può accadere che il cosiddetto "diverso", nella società
come a scuola, generi conflitti e condizioni in modo forte la formazione e
la crescita dei singoli, tanto più se si tratta di bambini e/o
adolescenti.
In sostanza, la
diversità è spesso vista in chiave negativa, come minaccia alla propria
identità che genera sentimenti di paura, ansia e sospetto. Di qui
l’originarsi del pregiudizio. È importante, invece, percepire la “differenza”
non come un limite alla comunicazione, ma come un valore, una risorsa, un
diritto, che talvolta può sfociare nello scontro/conflitto, che non
significa, comunque, discriminazione.
Strutture
La preside presenta l’attività focalizzando l’attenzione sulla serietà del
lavoro che non solo verrà ripreso e osservato, ma anche valutato e sul
carattere sperimentale dell’iniziativa che vuole proporre un nuovo modo di
fare scuola.
I
materiali possibili: racconti, poesie, testimonianze, testi di canzoni e
musiche.
ore 9,10: Prima
attività : 35 minuti
·
Lettura di testimonianze di
qualcuno che ha vissuto il
pregiudizio
(Allegato A)
·
intervista a 3 passi
(a 2 si racconta; insieme, in 4 ciascuno ripete quello che ha
ascoltato) sulle proprie esperienze di pregiudizio (1 scheda per
coppia stampata in fronte retro)
ore 9,40: Seconda
attività : 25 minuti
·
osservazione di una vignetta
centrata sul giudizio
(Allegato B)
·
il
ventaglio
(4 fogli con 4 domande diverse scritte in fondo che girano tra i
componenti del gruppo) per riflettere sul giudizio e l’ascolto
dell’altro (Allegato C)
·
scrivere una sintesi per ciascun foglio
ore 10,10: Terza
attività : 30 minuti
-
ascolto e lettura
della canzone Pensa,
di Fabrizio Moro e breve riflessione guidata sul testo con domande
guida (Allegato D)
-
produzione di uno
slogan sulla NECESSITà DI
ESPRIMERE LA PROPRIA INDIViDUALITà E RISPETTARE L’INDIVIDUALITà DEGLI
ALTRI
à
su un foglio A4 per gruppo sagomato come un’impronta
-
posizionamento delle
impronte sul cartellone del settore alle spalle dei gruppi
ore 10,40 – 10,50
Intervallo
ore 10,45: Quarta
attività : 25 minuti
-
ascolto di 5 diversi
brani musicali tutti senza
parole (1 classico, 1 etnico africano solo con percussioni, 1 horror, 1
etnico ebraico, 1…alcuni saranno danzati successivamente) , ciascuno
seguito da una riflessione sulle emozioni suscitate che verranno scritte
in un apposito foglio (Allegato E). Alla fine ciascun gruppo scrive al
centro del foglio una frase che riassume il modo in cui si sono sentiti
ascoltando la musica.
ore 11,15: Quinta
attività : 60 – 70 minuti
ore 12,30: rientro in
classe
Materiali
·
schede e
fotocopie
·
cartellini per osservatori
·
1
impronta di carta colorata per ciascun gruppo di 4; i colori dei 4 settori
sono diversi
·
4
cartelloni adesivi a cui appendere le impronte che riportano lo slogan e 1
con lo spazio per il migliore
Istruzioni
|
classi
|
Portare 1 penna e
un blocco
I docenti
coinvolti leggeranno e/o spiegheranno la seguente circolare e
spiegheranno l’ascolto attivo :
è sempre un lavoro
ma è fatto in modo diverso perché
-
non è in classe
ma in palestra
-
non si deve solo
ascoltare ma soprattutto fare e parlare
-
non si lavora
con la classe ma con classi diverse
-
i docenti non
faranno i professori ma i facilitatori (= permettere la
comunicazione)
|
|
docenti
|
Devono sapere
quali comportamenti aspettarsi dai ragazzi e come reagire
Riceveranno
l’allegato F |
|
osservatori
|
Compiti :
-
dotato di
cartellino di riconoscimento
-
conoscere le
strutture e controllare i tempi
-
osservare e
prendere nota con scheda dettagliata
-
distribuzione
schede per le diverse attività contenute in una busta trasparente
(10 fogli + l’impronta)
-
Raccolta
materiale prodotto e controllo dei dati (nome e classe)
-
Richiamare
l’attenzione del docente se qualcosa non funziona
|
|
2 cameramen (IC -
ID)
1 fotografa (IC)
|
Vincenzo |
MATERIALI
CONSEGNATI AI GRUPPI COOPERATIVI DAI COMPAGNI " OSSERVATORI
"
|
Allegato A

Istruzioni :
A legge la prima testimonianza a B che ascolta; poi B legge la seconda
testimonianza ad A che ascolta e così fino alla fine.
Testimonianza nr.
1 : Com’è difficile pensare con la propria testa !
Anch'io per un
periodo ho subito l'incapacità da parte dei miei compagni di classe di
pensare con la propria testa.
Frequentavo le
scuole medie al mio paese, piccolo paesino di montagna, e un piccolo
gruppetto di ragazzi (anzi soprattutto ragazze) ha iniziato ad
escludermi dalla vita sociale della classe. Questo voleva dire
escludermi da qualsiasi vita sociale; quindi ho passato 3 anni della
mia vita a chiedermi se ero fatta così male, se era possibile che
stessi sulle scatole a tutti.. insomma ho passato 3 anni da sola.
Ai miei genitori a
mia sorella non ho chiesto aiuto perchè comunque sapevo che loro non
potevano fare niente per risolvere il mio problema, perché con il
tempo mi sono resa conto che il problema non ero io, ma il sistema del
branco.
Ho pochi ricordi
legati a quel periodo : venivo scelta per ultima quando si facevano le
squadre durante l'ora di educazione fisica; quando i miei compagni
uscivano il pomeriggio non venivo mai invitata; sparlavano alle mie
spalle... Ad un certo punto ho raccolto tutta la poca autostima che
avevo, ho pensato a quello che i miei genitori hanno sempre insegnato
a me e i miei fratelli, cioè pensa con la tua testa e difendi le tue
idee e la tua dignità come persona (grazie mami e grazie papi) e,
rendendomi conto che non valeva la pena sperare che mi facessero
entrare nel gruppo, ho continuato sulla mia strada sperando che un
giorno avrei trovato qualcuno disponibile a starmi vicino.
E così è stato :
la mia ex migliore amica, che faceva anche lei parte della classe e di
quelli che mi avevano escluso, un giorno è venuta da me chiedendomi di
scusarla e di poter tornare amiche.
Io penso che tutti
possiamo sbagliare, potevo esserci anch'io in quel gruppo e l'ho
perdonata.
Ora è di nuovo la
mia migliore amica e spero che da tutto ciò abbia anche lei imparato a
pensare con la sua testa. Mi piace pensare a questo brutto periodo
come ad un esperienza che mi ha resa più matura e sensibile verso chi
come me rimane escluso da qualsiasi gruppo o cerchia di amici. Ora
studio all'università dove i miei compagni di corso sono diventati la
mia seconda famiglia e dove mi sento veramente amata.
Testimonianza
nr. 2 : Terrona, torna a Napoli
Voglio raccontare un episodio , accaduto un paio d’ anni fa , in cui
mi sono sentita offesa e allo stesso tempo mi vergognavo per la mia
origine. Io vengo da C., paese meridionale di provincia. Questo
paesino non è molto tranquillo e non ha una buona reputazione per la
gente mafiosa, camorrista ecc.. che vi abita. Un giorno c’era un mio
amico di Napoli che stava litigando con un gruppetto di ragazzi
modenesi, questi ragazzi gli urlavano in faccia : ”Napoletano di merda
” e altri “complimenti” di questo genere. Quando finirono di litigare
i ragazzi si allontanarono e si avvicinarono a me; la mia amica era
cambiata, mi chiese cosa avessi da guardare e se mi era piaciuto lo
spettacolo; io le risposi di no e la guardai male. Mentre se ne
stavano andando, sotto voce mi dissero : “Terrona, torna a Napoli!”
Il giorno dopo li incontrai in corriera mentre tornavo a casa da
scuola, mi salutarono, e uno di loro venne vicino a me e mi chiese se
ero del sud. Io gli dissi che ero di Caserta e mi chiesero di dove di
preciso; io risposi C. E loro : “ Allora sei messa proprio male”.
Ora ogni volta che mi vedono dicono : “Che paura!!”, apostrofandomi
con il nome del mio paese. Quando mi dicono così io ci rimango male e
ovviamente mi offendo . Di solito adesso quando vogliono sapere di
dove sono di preciso non glielo dico, dico che sono di Caserta.
Testimonianza nr.
3 : Compagne aguzzine
Ho pianto tanto.
Ho passato periodi considerevoli della mia vita, guardandomi in
lacrime allo specchio: mi chiedevo il motivo dell'avversione degli
altri nei miei confronti. Non ho fatto mai nulla per attirare su di me
le cattiverie degli altri. Anzi, forse qualcosa l'ho fatto: studiavo.
Quello che ho
chiesto agli altri è stato solo rispetto, anche se molto spesso mi
sono ritrovata a desiderare semplicemente di essere IGNORATA, di
diventare invisibile agli occhi delle persone che mi deridevano. Mi
guardavano in continuazione cercando il minimo difetto, ridendo a ogni
mio passo. Non trovando qualcosa per cui deridermi, iniziavano a
insultare pesantemente me e persino i miei genitori. Tutto questo,
solo perché studiavo.
Avevo il terrore
dei miei compagni, e insieme l'incontrollabile desiderio di diventare
amica di qualcuno di loro. Sono giunta, per questo, persino a litigare
con i miei, pensando di "non studiare più e cominciare ad avere brutti
voti" per farmi accettare da loro. "Loro", erano un'entità terribile.
I loro insulti mi accompagnavano dovunque andassi, ero diventata
impacciata e nervosa. Mi urlavano contro (e parlo di ragazze, la
maggior parte di loro erano ragazze, dimostrazione del fatto che la
violenza non è una prerogativa maschile) mi urlavano contro, dicevo, e
io non riuscivo a trattenere le lacrime. Poi, non so cos'è successo,
ma sono esplosa. Come? Per un fatto banalissimo. Una ragazza che mi ha
continuamente trattato come uno straccio, dalle elementari fino ad
ora, pretendeva che io le passassi una versione di latino. Solitamente
lo permettevo, pur sentendo qualcosa dentro il mio stomaco che si
agitava.
Ma quella volta
no. Quella volta ho rifiutato: tradurre quella versione mi era costata
ore e ore di fatica, e quella ragazza trascorreva i propri pomeriggi
uscendo con le amiche. Era questo che volevo? Farmi mettere i piedi in
faccia? Lei ha cominciato a gridare, diceva che io "dovevo darle
quella cazzo di versione".
Dovevo? Qualcosa
dentro di me si è ribellato e ho cominciato a gridare anch'io contro
di lei. Ho scoperto di essere forte, ho scoperto che "loro" in realtà
non erano nessuno e i loro insulti valevano meno di una chewing-gum
appiccicata sotto un banco. Hanno avuto paura di me. Quel giorno, metà
classe non presentò la versione all'insegnante.
Da allora non mi
hanno domandato più niente. So di essere forte e questo mi aiuta a
vivere, a sconfiggerle dentro la mia testa giorno per giorno.
Testimonianza nr.
4 : Stupida
Mi chiamo N., sono
una ragazza cubana, sono arrivata qua in Italia a tredici anni. Allora
avevo dei problemi con
la lingua Italiana,
ma sapevo presentarmi davanti agli altri. Il primo giorno di scuola
alle medie, la prof. mi ha presentato ai nuovi compagni di classe.
Tutti mi sembravano simpatici però non ci parlavo mai.
Dopo una settimana
ho cominciato il corso d’italiano, ero molto felice perché avevo
proprio voglia di imparare, cosi potevo parlare con i miei compagni.
Un giorno ero seduta al mio posto tranquilla, nessuno mi parlava,
facevo i compiti di italiano quando si avvicina un mio compagno di
classe e mi chiede che cosa ero venuta a fare in Italia e se non stavo
bene nel mio paese ...
Io non risposi
perché avevo paura di dire una parola sbagliata e che tutti mi
prendessero in giro. Allora lui incominciò a ridere e a offendermi
con delle frasi tipo: “Ma questa che cosa è venuta a fare qui in
Italia?”, “Tornatene al tuo paese” e diceva che ero “stupida” e che
non parlavo mai.
Mi aveva preso
troppo in giro ed io c’ero rimasta male. Ho parlato di lui alla prof
d’italiano, lei ha parlato con tutti gli altri prof e ha messo lui
come mio compagno di banco.
Lui mi chiese
scusa per tutto quello che mi aveva detto; anche io dopo gli
incominciai a parlare e in effetti dopo alcuni mesi mi ero fatta tanti
amici.
Dopo scoprii che
lui si era anche preso una cotta per me. Adesso siamo tutti amici e
delle volte ci sentiamo per andare a fare un giro. Dopo quel ragazzo
nessuno mi ha preso più in giro, chissà, forse hanno capito… !
NOMI E
COGNOMI_______________________________________________
CLASSI____________
Allegato A bis
B intervista A e
scrive le risposte per poterle raccontare all’altra coppia del gruppo
:
-
Ti è mai
capitato di sentire il pregiudizio di qualcuno che ti giudicava
senza conoscerti ? Quali sentimenti hai provato ?
-
In quale modo si
è risolto il conflitto ? Ti ha sostenuto qualcuno (amici, genitori…)
?
-
Hai mai
assistito ad episodi come quelli raccontati nelle testimonianze ?
Come hai reagito?
-
Ti è mai
capitato di fare parte di un gruppo che ha isolato o preso in giro
qualcuno ? Cosa ti ha spinto a seguire il gruppo ? Come ti sei
sentito dopo ?
|
|
Allegato B
Leggete
attentamente il seguente fumetto :

|
|

Allegato C

Proponi un
titolo per il fumetto .
|
|
1
13
24
29
37
42
49
|
Fabrizio Moro,
Pensa
Ci sono stati
uomini che hanno scritto pagine
appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perché hanno denunciato
il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
di faide e di famiglie sparse come tante biglie
su un isola di sangue che fra tante meraviglie
fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie
di una generazione costretta a non guardare
a parlare a bassa voce a spegnere la luce
a commentare in pace ogni pallottola nell'aria
ogni cadavere in un fosso
Ci sono stati uomini che passo dopo passo
hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
con dedizione contro un'istituzione organizzata
cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro?
è nostra... la libertà di dire
che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare le orecchie ascoltano...
Non solo musica non solo musica
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona
A volte condanna a volte perdona
Semplicemente
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato
Perché in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no... non è solo un'illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa. |
Allegato D

Domande di
riflessione :
1.
Quali frasi esprimono la paura di affermare le proprie idee quando
sono diverse da quelle del gruppo ?
2.
Secondo voi a quali uomini si riferisce il testo ?
3.
Quali convinzioni hanno dato, secondo voi, a questi uomini il coraggio
di combattere ?
4.
Sottolineate quali frasi del testo insistono sulla necessità di
ascoltare e rispettare le idee e i sentimenti degli altri.
5.
A
quali ideali positivi viene dato valore nel testo ?
6.
Quali frasi del testo potrebbero servire come slogan ? |
A
quali emozioni, colori, sentimenti e immagini associate ciascun brano
musicale ? Alla fine scrivete al centro del foglio una frase che riassume
il modo in cui vi siete sentiti ascoltando la musica.
       
Allegato F

Le
qualità umane per l'ascolto attivo
La
concentrazione
L'ascolto attivo, essendo un ascolto pensante, non può avvenire in uno
stato di distrazione, torpore; la persona che ascolta è concentrata
sull'altro.
Il
coraggio
Chi
ascolta, pur accordando all'altro la libertà di essere se stesso
(considerazione positiva incondizionata) sa prendere la responsabilità
di dissentire.
L'ascolto vuole uno spazio di sintonia e uno di differenza.
Il
rispetto
Rispettare significa apprezzare il valore della unicità e dignità
dell'altro, senza esercitare su di lui alcuna prevaricazione, non
chiedendogli a tutti i costi di cambiare.
Il
giusto senso del potere
Evitare una comunicazione manipolatoria tendente al controllo dell'altro
e alla sua dipendenza.
Il
senso della competenza personale
Buona conoscenza personale per rapportarsi con un atteggiamento di
adeguata consapevolezza riguardo agli esiti del dialogo.
La
maturità emotiva
La
capacità di resistere all'impulso di iper-reagire emotivamente alla
posizione dell'altro.
Un
buon ascoltatore non affascina, non lusinga, non provoca e soprattutto
non interrompe.
Le sette regole dell' arte di ascoltare di Marianella Sclavi
1.Non avere fretta
di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera
della ricerca.2.
Quel che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi. Per riuscire a
vedere la tua prospettiva, devi cambiare prospettiva.3.
Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha
ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perché. 4.
Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai
comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come
guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.5.
Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I
segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla
coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e
irritanti perché incongruenti con le proprie certezze.6.
Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della
comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un
campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.7.
Per divenire esperto nell'arte di ascoltare devi adottare una metodologia
umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l'umorismo viene da sè.
Domande sul fumetto
:
Proponi un titolo
Quali emozioni sono
ritenute pericolose nel fumetto e perché ?
Quale soluzione
viene indicata dal fumetto ?
Quale soluzione
proponi tu ?
Scheda osservatore_________________________________________________
|
Atteggiamenti |
Nome : |
Nome : |
Nome : |
Nome : |
|
è concentrato sul compito (non fa altro : es. cellulare)
|
|
|
|
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Ascolta (posizione, sguardo)
|
|
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Lascia intervenire gli altri (non interrompe) |
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Esprime le proprie idee
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Si preoccupa del tempo |
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Chiede chiarimenti, approfondisce |
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Aiuta quando vede un altro in difficoltà |
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Espone in modo chiaro |
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CIRCOLARI
INTERNE ORGANIZZATIVE
Istituto di
istruzione
superiore “Carlo Cattaneo”
MODENA
Sez. associata :I.P.S.S.C.T. “C. Cattaneo” Strada degli Schiocchi, 110
tel. 059-353242 fax 059-351005
Sez. associata :I.P.S.S.S. “G. Deledda” via Ganaceto, 143, tel.
059-239095 fax 059-225529
Modena, 04/05/2007

Comunicazione ai docenti e agli studenti delle classi :
|
IC – II C - ID – II D |
Cattaneo |
|
IF – IIF – 2M |
Deledda |
Il
giorno sabato 12 maggio 2007 si svolgerà un’iniziativa didattica
sperimentale che coinvolgerà le classi sopraindicate.
Le
lezioni scolastiche si terranno in palestra tra le 9:00 e le 12:30;
la
prima e l’ultima ora si svolgeranno regolarmente in classe.
L’iniziativa,
DiversaMente a scuola, vuole fare sperimentare e riflettere gli
studenti sull’ascolto attivo e sulla relazione con l’altro.
Entrare in contatto
con un'altra identità significa interagire con qualcuno che è diverso
da me e questo può comportare due rischi opposti : da una parte
annullare la diversità e creare universi omologati, in cui la pluralità
dei soggetti non sempre viene rispettata; dall’altra generare conflitti e
condizionare in modo forte la formazione e la crescita dei singoli.
In sostanza, la
diversità è spesso vista in chiave negativa, come minaccia alla propria
identità che genera sentimenti di paura, ansia e sospetto. Di qui
l’originarsi del pregiudizio. È importante, invece, percepire la “differenza”
non come un limite alla comunicazione, ma come un valore, una risorsa, un
diritto, che bisogna imparare a gestire.
I docenti potranno..
Gli alunni dovranno
portare una penna funzionante e un blocco per appunti o quaderno.
Ricordiamo inoltre che è necessario indossare scarpe da ginnastica.
Scaletta di lavoro per gli
osservatori

Presentatevi tra voi
ore 9,10: Prima
attività : 35 minuti
·
Lettura di testimonianze di
qualcuno che ha vissuto il
pregiudizio
(Allegato A)
·
intervista a 3 passi
(i ragazzi si intervistano a coppie e poi insieme in gruppo di 4
ciascuno ripete quello che ha ascoltato) sulle proprie esperienze di
pregiudizio (1 scheda per coppia stampata in fronte retro; allegato A bis)
ore 9,40: Seconda
attività : 25 minuti
·
osservazione di una vignetta
centrata sul giudizio
(Allegato B)
·
il
ventaglio
(4 fogli con 4 domande diverse scritte in fondo che girano tra i
componenti del gruppo e che ciascuno ripiega dopo avere scritto) per
riflettere sul giudizio e l’ascolto dell’altro (Allegato C)
·
alla
fine si aprono i fogli, si leggono tutte le risposte e si scrive una
sintesi per ciascun foglio
ore 10,10: Terza
attività : 30 minuti
-
ascolto e lettura
della canzone Pensa,
di Fabrizio Moro e breve riflessione guidata sul testo con domande
guida (Allegato D)
-
produzione di uno
slogan sulla NECESSITà DI
ESPRIMERE LA PROPRIA INDIViDUALITà E RISPETTARE L’INDIVIDUALITà DEGLI
ALTRI
à
su un foglio A4 per gruppo sagomato come un’impronta
-
posizionamento delle
impronte sul cartellone del settore alle spalle dei gruppi
ore 10,40 – 10,50
Intervallo
ore 10,45: Quarta
attività : 25 minuti
-
ascolto di 6 diversi
brani musicali tutti senza
parole, ciascuno seguito da una riflessione sulle emozioni suscitate che
verranno scritte in un apposito foglio (Allegato E). Alla fine ciascun
gruppo scrive al centro del foglio una frase che riassume il modo in cui
il gruppo si è sentito ascoltando la musica.
Regole
·
controllate i tempi : se capite che il gruppo sta perdendo tempo,
utilizzate prima il non verbale, poi richiamate il gruppo facendo notare
che avranno una valutazione negativa se non raggiungeranno l’obiettivo
entro il tempo stabilito. Dopo 5 minuti di ritardo chiamate il docente
·
controllate al rientro dell’intervallo che i componenti del gruppo siano
gli stessi
·
fate riferimento ai docenti con il cartellino di riconoscimento (Di Gruso,
Fontanazzi, Fusara, Perrone, Schiatti, Zanfi, Borghi)
·
assicuratevi che ogni foglio riporti i nomi dei ragazzi che lo hanno
prodotto e ritirate tutto il materiale
Istituto di
istruzione
superiore “Carlo Cattaneo”
MODENA
Sez. associata :I.P.S.S.C.T. “C. Cattaneo” Strada degli Schiocchi, 110
tel. 059-353242 fax 059-351005
Sez. associata :I.P.S.S.S. “G. Deledda” via Ganaceto, 143, tel.
059-239095 fax 059-225529
Modena, 04/05/2007

Circolare organizzativa ai docenti e agli studenti delle classi :
|
IC – II C - ID – II D |
Cattaneo |
|
IF – IIF – 2M |
Deledda |
Norme di comportamento per gli studenti :
1.
portare una penna blu (o nera) e un blocco per appunti (o quaderno)
2.
indossare scarpe adeguate all’ambiente (cioè con suole di gomma e senza
tacchi)
3.
attenersi alle indicazioni fornite dall’osservatore del gruppo;
l’osservatore sta svolgendo un lavoro al vostro servizio e deve essere
rispettato
4.
sarà valutato il vostro lavoro ma anche il vostro comportamento, cioè il
rispetto delle istruzioni, del tempo assegnato, del tono di voce,
dell’impegno. Ricordate che tutta l’attività sarà documentata da riprese.
I docenti della seconda ora organizzano, dopo la fine della prima ora e
prima di andare in palestra, i gruppi secondo le istruzioni date dai
docenti Fontanazzi, Fusara, Schiatti, Zanfi.
Istituto
di istruzione
superiore “Carlo Cattaneo”
MODENA
Sez. associata :I.P.S.S.C.T.
“C. Cattaneo” Strada degli Schiocchi, 110 tel. 059-353242 fax
059-351005
Sez. associata :I.P.S.S.S.
“G. Deledda” via Ganaceto, 143, tel. 059-239095 fax 059-225529
|